“Magarìa. Elegia di un mondo perduto” è uno spettacolo del collettivo AGARTHA. Tre tappe del mini tour: il 24 agosto alle 21, al Museo Archeologico “Antica Kaulon” di Monasterace; il 26 agosto alle 18:30 nel sagrato della Chiesa dell’Immacolata di Badolato Borgo; e il 10 settembre a Bova, all’interno del Festival Epic promosso da Manu Chuma Teatro, che coproduce lo spettacolo. Il lavoro nasce da una ricerca sulle tracce di chi pratica mestieri, guarigioni e sfàscini che attingono a radici antiche e hanno a che fare con la sfera più intima e spirituale dell’umanità. A guidare la ricerca sono Eliana Iorfida, autrice del testo, Francesco Gallelli, attore in scena insieme al musicista e cantante Gianluca Chiera, tra i boschi delle Serre calabresi, accompagnati da persone che custodiscono ancora la scintilla delle antiche “magarìe” tramandate in famiglia, tra carbonai, pastori e suonatori di zampogna a chiave. Il percorso prosegue in Sardegna e lungo le coste del Mediterraneo e del Nord Africa, toccando un Sud agropastorale che ha ispirato De Martino e Carlo Levi. Lo spettacolo è un itinerario di indagine tra passato e presente, che si colloca in una dimensione atemporale fatta di riti, credenze, archetipi e visioni, entro un territorio fertile nel Mediterraneo (Sud Italia, Nord Africa, Grecia), dove si esplora l’occulto con un approccio rispettoso verso una ritualità ancora viva. Magarìa intreccia narrazione e performance, lingua italiana e calabrese, grecanico e arabo, suoni dal vivo e musiche elettroniche, come elementi di una liturgia collettiva. Il testo è frutto di una ricerca che indaga i legami tra tradizioni popolari e presente scenico, con un approccio sensibile alle identità culturali della regione Mediterranea.