Cisl Calabria, diverse criticità da correggere nelle Legge di stabilità

La Cisl Calabria, guidata da Giuseppe Lavia, interviene sulla Legge di stabilità evidenziandone gli aspetti più problematici e indicando le priorità su cui è necessario intervenire, con particolare attenzione alle ricadute sul territorio regionale.

Tra le principali criticità, il sindacato indica “il taglio di 7.000 posti tra docenti e personale Ata, di cui oltre 300 in Calabria”. Una scelta giudicata sbagliata e che chiede di cancellare, perché “rischia di indebolire ulteriormente il sistema scolastico e penalizzare i territori”.

“Altrettanto preoccupante” per la Cisl, è la misura che prevede la flat tax al 15% per le partite Iva con redditi fino a 100.000 euro: “Una scelta che determina una forte disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti, che nella stessa fascia di reddito sono sottoposti a un’aliquota del 43%”.

“Criticità emergono anche sul fronte previdenziale, con il blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori a 2.447 euro lordi, una misura che rischia di erodere ulteriormente il potere d’acquisto dei pensionati”.

Sul versante sanitario, sebbene il finanziamento raggiunga i 146,3 miliardi di euro, le risorse aggiuntive secondo il sindacato “rischiano di essere assorbite dall’aumento dei costi per il rinnovo dei contratti, dall’energia e dal prezzo dei farmaci. Un quadro che rende necessario un investimento effettivo e adeguato per garantire la qualità dei servizi e il diritto alla salute”.

Non mancano, tuttavia, alcuni elementi positivi che la Cisl rivendica: “il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 55.000 euro, la conferma della detassazione dei premi di risultato e degli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti nazionali, gli investimenti sulla Zes e gli incentivi alle assunzioni di giovani e donne, oltre alla tassazione agevolata al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni. Misure importanti – sottolinea la Cisl – che tuttavia non possono prescindere da interventi strutturali. Di fronte al caro energia e all’inflazione, occorrono politiche capaci di tutelare concretamente il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, promuovendo filiere produttive in grado di distribuire equamente il valore lungo tutta la catena e introducendo meccanismi che consentano di adeguare i salari all’inflazione reale, soprattutto quando i rinnovi contrattuali tardano ad arrivare”.

La Cisl Calabria richiama l’attenzione del governo anche su alcune vertenze specifiche che interessano la regione. In primo luogo, “servono provvedimenti concreti per garantire prospettive occupazionali e certezze ai lavoratori precari ex Tis della scuola, i cui contratti sono scaduti lo scorso luglio, e ai precari del ministero della Cultura, che rischiano di ritrovarsi senza lavoro alla fine di novembre in assenza di un intervento specifico. Si tratta di circa 600 lavoratori calabresi, le cui professionalità, competenze ed esperienze non possono essere disperse”.

Un’altra priorità riguarda i Tirocinanti di inclusione sociale (Tis), per i quali Cisl Calabria chiede al governo di “incrementare il finanziamento strutturale, attualmente pari a 5 milioni di euro, così da consentire la definitiva stabilizzazione anche di coloro che sono rimasti esclusi dalle procedure assunzionali attualmente in corso. Infine – conclude la Cisl – per una regione che continua a fare i conti con il Piano di rientro sanitario, è indispensabile superare vincoli anacronistici e ormai superati relativi ai tetti di spesa per il personale della sanità. Perché il diritto alla salute si tutela anche attraverso assunzioni, servizi efficienti e personale adeguato. Senza personale non c’è sanità”.